< giovedì, 11 dicembre 2008 >
Piove pioggia sull'auto che vaga da ore.
Piove freddo sotto i capelli bagnati.
Piove sangue nel piatto della doccia.
Piove pianto silenzioso sul cuscino.
Piove dolore nel cuore arido.
Piove paura nell'anima vuota.
Un raggio di sole nasconde l'umido dei vestiti, l'umido nelle ossa.
Piove un sorriso giù nel lavandino col trucco sfatto e il sapone.
< martedì, 25 novembre 2008 >
Ceno da sola stasera.
Mi maschero da bambola.
E gioco ad essere felice.
Il rossetto.
L'acconciatura.
Il tovagliolo ben piegato.
La candela sul tavolo, anche.
Simulando una bellezza ben lontana
con l'eleganza sola che la Natura mi ha concesso.
Ballo da sola stasera.
Chiudo gli occhi tinti di scuro.
E gioco ad essere felice.
I tacchi sul marmo.
La gonna lunga intorno alle gambe.
La musica nel silenzio, anche.
Lasciando che i pensieri scivolino fuori
mentre giro e giro.
Piango da sola stasera.
< sabato, 04 ottobre 2008 >
Mesi
di mente imbavagliata
di pensieri soffocati
di sonni imprigionati
Dormire
Dormire
Per non Pensare
far finta di non avere anima
ingannare
se stessi
vivere
come se il mondo fosse davvero questo
come se non ci fosse qualcosa dietro ogni cosa
senza capire
senza ragionare
come un animale
come una persona normale
leggera
superficiale
ingenua
Gridare
Gridare
E
Ridere
forte
sempre più forte
senza voler sentire
l'Eco
spandersi nel cuore vuoto
E Ora
Di Nuovo
sguscia
si insinua
sotto la pelle
viscida
calda
piena
dolce
cara
Tristezza.
< sabato, 02 agosto 2008 >

Riesco ancora a sentirti
dopo tutto questo tempo
come se fossi parte di me
come se le mie gambe fossero le tue
come se il mio pensiero fosse il tuo.
Come ho fatto senza?
Respiro Respiro Respiro
Anche tu
respiri
lo sento
ti sento
ti seguo
il tendersi dei muscoli
i tuoi
i miei
Siamo uno
al di là di ciò che fisicamente ci divide
al di là di ciò che razionalmente dovrebbe dividerci.
Ti guido
mi guidi
diversi
sulla stessa terra
tra le stesse fronde
la stessa polvere
nelle tue froge
nelle mie narici.
Non sei lo stesso di mille anni fa
non sei nemmeno lo stesso di ieri
ma ugualmente mi fondo
con te
che cambi ogni volta
e forse ogni volta cambio anch'io
adattandomi a te.
Di nuovo dopo tanto tempo
Come ho fatto senza?
< sabato, 07 giugno 2008 >
Il Problema non è quello che lasci
ma quello che sai di non trovare.
TicTacTicTac
correre correre
-verso cosa-
TicTacTicTac
ciò che non hai fatto
-non ora tanto c'è sempre un poi-
ciò che hai fatto
-tanto è solo questione di ora-
TicTacTicTac
serenità rifiutata
preoccupazioni cercate volute credute trovate
TicTacTicTac
pensare
-a cosa-
-per cosa-
TicTacTicTac
lacrime tarde su una clessidra
di sabbia già asciutta
TicTacTicTac
sorrisi smarriti ignorati sprecati venduti
e ora non poterli più fare
TicTacTicTac
infine l'arrivo
-e mica ce ne siamo accorti-
TicTacTicTac
TicTacTicTac
TicTacTicTac
Tic...
< venerdì, 11 aprile 2008 >
Sentire il Tempo scivolare piano -non veloce come ora-
per poter distinguere ogni attimo dall'altro,
e tuttavia rimanere immutati e immobili,
senza provare niente, senza pensare niente.
Essere pura percezione di un istante infinito
e tuttavia così vario da essere tutti gli istanti della stessa eternità.
E il Buio, solo il Buio e il Silenzio,
quel Buio in cui ogni luce si perde, splende e cade
senza sconvolgere niente, essendo pure presente in sè sola,
senza effetti al di fuori.
Quel Silenzio fatto dei milioni di suoni
che si producono, che gridano,
e in quello stesso ammasso di grida sovrapposte svaniscono,
e paradossalmente non vengono uditi.
E il Niente, che non si può immaginare, che non si può pensare,
ché è anche puro pensiero e pura immaginazione,
ed è tutto senza distinzione e senza significato.
In quel vuoto pieno di spazi
finalmente respirare senza aria,
e vivere
come se fosse ancora vita.
< mercoledì, 13 febbraio 2008 >
Se un giorno ti rendi conto che la tua vita ha successo perchè tu sei morta dentro
Se un giorno ti rendi conto che per non rischiare di cadere sei avanzata a quattro zampe
Se un giorno ti rendi conto che per paura hai lasciato allontanare ciò che ti permetteva di stare bene
Se un giorno ti rendi conto che dovresti alzarti e corrergli dietro nonostante il pericolo di perdere l'equilibrio
Se un giorno ti rendi conto che ti è più comodo rimanere carponi sebbene non sia ciò che vuoi
Se un giorno ti rendi conto che non sai se hai davvero voglia di perdere la tua sicurezza
Se un giorno ti rendi conto che magari puoi stringere i denti e continuare questo assurdo compromesso
Se un giorno ti rendi conto che paradossalmente ti stai perdendo proprio per colpa del tuo sforzo di tutelarti
Se un giorno ti rendi conto che la via per uscirne c'è
Se un giorno ti rendi conto che però forse non ne vale la pena
Se un giorno ti rendi conto che ti fa fatica cambiare strada
...che fai?
...c'è davvero qualcosa da fare?
< sabato, 09 febbraio 2008 >
Categoria:
<<
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
>>
Martha Medeiros
< mercoledì, 23 gennaio 2008 >
Anche se ciò che non va rimango sempre io
io vado via
dove se piango nessuno mi vede
dove se grido nessuno mi sente
anche se quindi potrei rimanere qui
io vado via
dove ci sono sempre io
che già mi sto stretta
dove almeno non c'è il mondo
che non sopporto
dove di mondo ce n'è un altro
che non sopporterò
anche se lascio coloro che amo
io vado via
dove li porterò con me
dove continuerò ad amarli
anche se solo loro mi fanno sorridere
io vado via
dove imparerò a sorridere da sola
dove imparerò ad amare anche me.

< giovedì, 29 novembre 2007 >
Categoria:

Portagioie
Piccolo viso di porcellana
dal trucco perfetto
sopra lo struzzo,
bocca di rosa,
ciglia di notte,
lacrima lenta
lungo il pallore
da attrice tragica.
E il dramma manifesto
negli occhi grandi
vetro di un'anima
che piange davvero.
Ecco la maschera,
cambiata ogni volta,
negli occhi diversi
di chi sta di fronte.
A tutti i risvegli
metterne una
che è il volto dell'animo,
che dà la paura
dello specchio vuoto,
alzata la testa,
di non vedersi
di non esserci
di scoprire che dietro
una maschera segue la prima
e niente rimane
tolta la cipria.
< martedì, 30 ottobre 2007 >
La superficialità di chi mi circonda talvolta mi stupisce e allo stesso tempo mi irrita.
Ma chi vive solo
per i voti
per la cottarella
per l'i-pod
per il sabato sera
per la moda
è soddisfatto?
Gli basta questo
per riempirsi la vita?
E non lo sente il vuoto?
Non lo sente il freddo?
< venerdì, 26 ottobre 2007 >
Poesiola per la mia cugi-stellina che è venuta a trovarmi oggi (e mi ha fatto dimenticare quanto mi sento male)
Il candido raggio di sole
che illumina oggi il tuo volto
non lascerà mai per te oscuro il cammino.
Ma se l'ombra dovesse nascondere il tuo sentiero,
chiamami e guiderò i tuoi passi fino alla luce.
Prendimi per mano e cammina con me,
ti seguirò quando vorrai condurmi
nel tuo mondo di fate e principesse.
E se ci fermeremo una notte
a guardare il cielo,
vedremo questa galassia
piangere stelle cadenti,
nostalgica della sua più bella stellina
che ora con occhi luminosi e sognanti
stringe la mia mano.
< mercoledì, 19 settembre 2007 >
Categoria:
Non sempre chi sorride è felice.
Ci sono lacrime nel cuore che non arrivano agli occhi.
Jane Austen
< lunedì, 30 luglio 2007 >
Categoria:

" Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perchè di questo complotto nel tempo il ricordo andrebbe interrotto.
Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d'uomo era?
Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perchè l'uomo può fallire. L'uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretta della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle...
Ma non si può baciare un'idea, non puoi toccarla nè abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore... le idee non amano.
Non è di un'idea che sento la mancanza, ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai. "
V per Vendetta
< mercoledì, 25 luglio 2007 >
Categoria:
Se ci sei e scegli di restare,
allora ricorda le cose che non sai,
tienile strette, non farle scappare,
chè il giorno verrà per poterle sapere.
Se ci sei e sai come amare,
allora ricorda le cose che non dai,
tienile altrove, non farle tornare,
chè il giorno verrà per poterle riavere.
Se ci sei e pensi di partire,
allora ricorda le cose che vuoi,
tienile calde, non farle tacere,
chè il giorno verrà per poterle meritare.
Federico Moccia
< lunedì, 21 maggio 2007 >
Categoria:
....che dire:mi sono fissata col recolor....
femmina come la terra
femmina come la guerra
femmina come la pace
femmina come la croce
femmina come la voce
...
femmina come la sorte
femmina come la morte
femmina come la vita
femmina come l'entrata
femmina come l'uscita
femmina come le carte
...
< lunedì, 19 marzo 2007 >
1) nuovo template:prelevato da kloe (http://kloe.altervista.org) con cambio d'immagine (presa dal sito di batman,credo, modificata nei colori e aggiunto il testo)
...mi piace!
2) nuovo parto durante l'ora di filosofia:
Mari d'inchiostro sprecati su fogli bianchi
anime di parole e suoni legati sulla carta.
Parole, parole, parole.
Suoni, vibrazioni
con significato convenzionale.
Ma quanto vale una parola?
Quanta vita c'è in una parola?
Righe perse,
righe cancellate dall'acqua della memoria che svanisce,
note che non restano in mente,
abbreviazioni di cui si scorda il significato.
Parole che dimenticano il proprio suono
di fronte alla vita che scorre,
segno perenne sul foglio del mondo.
Suoni sconosciuti e unici,
incisi sul disco umano,
che lasciano segni e parole
d'inchiostro indelebile
scritte sull'anima.
Ma è conclusa la pagina
cade la pioggia
si scioglie la carta.
Tutto è perduto
come se nessuno avesse mai scritto
niente.
< lunedì, 12 marzo 2007 >
Categoria:
To be or not to be - that is the question.
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
the slings and arrows of outrageous fortune
or to take arms against a sea of troubles
and by opposing and them? To die, to sleep;
no more? And by a sleep, to say we end
the heart-ache and the thousand natural shocks
that flesh is heir to. 'Tis a consumation
devoutly to be wished. To die, to sleep.
To sleep - perchance to dream. Ay, there's the rub.
For in that sleep of death, what dreams may come
when we have shuffled off this mortal coil
must give us pause. There's the respect
that makes calamity of so long life.
For who would bear the whips and scorns of time,
th'oppressor's wrong, the proud man's contumely,
the pangs of despised love, he law's delay,
the insolence of office, and the spurns
that patient merit of th'unworthy takes,
when he himself might his quietus make
with a bare bodkin? Who would these fardels bear,
to grunt and sweat under a weary life,
but that the dread of something after death -
the undiscovered country, from whose bourn
no traveller returns - puzzles the will,
and makes us rather bear those ills we have
than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all.
And thus the native hue of resolution
is sicklied o'er with the pale cast of thought,
and enterprises of great pitch and moment
with this regard their currents turn awry
and lose the name of action.
_ Amlet, Shakespeare _
< domenica, 11 febbraio 2007 >
Rabbia.
Rabbia e voglia di urlare
di sentire rumore di vetri infranti
di esplodere e fare esplodere
di far male e di ferirsi.
Voglia di odiare e non riuscire a far altro che odiarsi.
Di vedere mille anime uguali riflesse in uno specchio
al posto di mille specchi di un'anima sola...
< lunedì, 08 gennaio 2007 >
Categoria:
rivoglio le vacanze!!!!!!!
< sabato, 30 dicembre 2006 >
Categoria:
oggi all'ikea ho comprato le mie "bambine",due piante carnivore:una dionaea e una presunta sarracenia!
avere una pianta carnivora è sempre stato il mio sogno da quando ero picciola...che dire:mi accontento di poco...
< lunedì, 11 dicembre 2006 >

"E' uno strano destino quello della malinconia. Prende anche se hai tutto. Il viso non mostra segni di sofferenza: è meglio avere una febbre che costringe a rimanere a letto malati. Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno ti capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia una posa, uno strano modo di mettersi in mostra." Romano Battaglia
......sto male......
< venerdì, 01 dicembre 2006 >
CAMBIEREMO-3 righe senza pretese x pensare a qnd il liceo finirà (giugno 2008)
Dopo anni passati a caccia di sogni
ogni attimo con la paura
del minimo dettaglio della nostra avventura,
la scuola e i professori,
i voti, i compagni, le scuse, gli attori.
I pomeriggi al telefono
a commentare, forse a criticare,
chi non aveva più difetti di noi,
sentendoci speciali.
E la sera vagare per le vie del centro,
sempre lo stesso
ma pieno di ricordi
forse belli
forse brutti
ma comunque nostri.
Dopo il tempo perso
a parlare d'amore
a ridere, scherzare
e a lamentarsi
di quelle cose insignificanti
che ci parevano tanto importanti.
Chissà cosa penseremo
quando apriremo gli occhi veramente
e ci accorgeremo
che erano niente
tutti i complessi e i problemi
che ci inventavamo
per rendere il quotidiano
un po' meno monotono.
Chissà se ancora insieme
ci ritroveremo su un divano
a parlare e a scherzare,
quando smetteremo di inseguire sogni vuoti
e inizieremo davvero
a guardare avanti.
Chissà se ancora ricorderemo
le piccole illusioni
le attese, le delusioni,
le sciocchezze che ci facevano ridere,
quelle che ci facevano piangere,
i sentimenti che davano un senso
solo ai nostri oggi,
in quei giorni in cui sentivamo infinita
ogni sensazione, ogni vita.
< lunedì, 27 novembre 2006 >
Categoria:
Infondo siamo tutti aquile che si fingono galline perchè convinte di vivere in un pollaio...e appena una trova il coraggio di spiccare il volo, le altre la deridono e la disprezzano, intimamente invidiose di chi è come loro e non lo nasconde...
< lunedì, 16 ottobre 2006 >
Ho voglia di piangere.
non so nemmeno da quando è cominciato, ma so che tutta l'amarezza racchiusa nel mio cuore mi sta bruciando da un po'...
non so perchè, ma ogni attimo di silenzio fa rimbombare i pensieri chiusi nel mio animo...dolori dimenticati, episodi su cui avevo messo un pietra sopra, rimorsi che non bruciavano più.
ma evidentemente non sono riuscita ad affogare tutto il dolore per le speranze disattese, i sogni infranti, i sorrisi forzati.
sono ancora lì. e mi fanno inumidire gli occhi...
vorrei piangere e buttare fuori tutta l'amarezza e tutte le frustazioni, tutti i rimorsi e i rimpianti che mi fanno odiare me stessa, che mi hanno fatto pregare di morire per alleviare il freddo che sento dentro...
< giovedì, 24 agosto 2006 >
Categoria:
ci sono alcuni che mi considerano una grande amica.
alcuni dicono che sono bella fuori e soprattutto bella dentro.
per alcuni sono una persona speciale e abbagliante.
certi mi credono mervigliosa e impeccabile.
ci sono persone che non vedono altro che me.
...io non riesco a capire cosa ci trovino in me. Non è modestia, nè pessimismo.
Dopo molto tempo ho imparato a tenere a me stessa almeno quanto tengo agli altri. Quindi non è perchè mi odio....ho superato quella fase...
Solo che non riesco davvero a capire cosa c'è in me che mi rende così speciale agli occhi degli altri.
Non sono bella, non sono particolarmente simpatica o spiritosa, non sono niente di più che una ragazza normale, forse troppo.
Sono una ragazza come tante, con tanti sogni e troppe illusioni...e allora?
Non sono nemmeno una studentessa modello, che possa stupire con la sua intelligenza fuori dalla norma...beh vado bene a scuola...ma una cosa normale...
Eppure non riesco a capire perchè molte persone che mi conoscono ci tengono particolarmente a me e mi considerano così importante...
Non ho niente di speciale...
< lunedì, 26 giugno 2006 >
" NO-ONE BUT YOU " by Queen
A hand above the water
an angel's reaching for the sky
is it raining in heaven-
do you want us to cry?
And everywhere the broken-hearthed
on every lonely avenue
no-one could reach them
no-one but you
One by one
only the good die young
they're only flying too close to the sun
and life goes on-
without you
Another tricky situation
I get to drowning in the blues
and I find myself thinking
well-what would you do?
Yes!-It was such an operation
forever paying ever due
Hell, you made a sensation
you found the way through-and...
One by one
only the good die young
they're only flying too close to the sun
we'll remember-
forever...
And now the party must be over
I guess we'll never understand
the sense fo your leaving
was it the way it was planned?
And so we grace another table
and raise our glasses one more time
there's a face at the window
and I ain't never, never saying goodbye...
One by one
only the good die young
they're only flying too close to the sun
crying for nothingù
crying for no-one
no-one but you!
< domenica, 18 giugno 2006 >
Oggi ho letto in un articolo della rivista "Acqua e Sapone" questo:
Nella fusione del centauro, il cavaliere non sa più se è uomo o cavallo, forse entrambi; mentre ballano insieme, in un movimento unico, in equilibrio tra forza e debolezza, rigidità e morbidezza, si scopre un nuovo modo di vivere lo spazio e il proprio corpo.
...quando l'ho letto, soprattutto le prime parole, mi sono sentita morire, le lacrime improvvise hanno invaso il mio volto fino ad oscurarmi la vista, e poi la vita è brutalmente rientrata in me, bruciandomi l'anima e riempiendo il mio cuore...
voglio cavalcare, di nuovo.
Francamente non ho idea di come abbia potuto vivere x tre anni senza cavalcare. Non che prima lo facessi tanto spesso, una volta a settimana, ma mi bastava...ma se l'equitazione è la mia vita - e nn ho dubbi che lo sia davvero - mi chiedo come diamine ho fatto fino ad ora! Forse xkè è una di quelle passioni ke nn importa coltivare, ke ti riempiono di ardore e di desiderio al solo pensarci, quelle che ti segnano dentro, e che non ti abbandoneranno mai. Io lo sento, qnd cavalco, ke sono un tutt'uno con l'animale, non lo domino, lo guido assecondando i suoi movimenti; diventiamo una cosa sola, unica e indissolubile...ma fino a quando? anke qst è una sensazione effimera, di gioia e di vita, ma pur sempre effimera: qnd scendo, nn essendo mio il cavallo, l'incanto si rompe, e quel cavallo sarà montato da altre persone, che magari proveranno le stesse mie sensazioni...mentre io me ne tornerò, stanca e sudata, alla routine di tutti i giorni, allo studio, alla scuola, agli amici e alla famiglia...ma di quelle sensazioni non mi rimane altro ke il ricordo, dai bordi man mano + sbiaditi, e la speranza di provare ancora quel qualcosa che mi fa sentire davvero viva...
..e qst mi basta.
< lunedì, 22 maggio 2006 >
_SONO TRISTE_
Arriva. La sento muoversi lenta, silenziosa. Sapevo che sarebbe arrivata prima o poi, solo che non sono mai pronta, riesce sempre a prendermi alla sprovvista e a spiazzarmi. E' crudele: gioca con me, come fa il gatto col topo. Mi si avvicina alle spalle, mi mette le mani sugli occhi e mi chiede se la riconosco. Come potrei non farlo? La conosco più di quanto conosca me stessa, forse perchè ormai capita sempre più spesso che venga a farmi visita. Mi viene a trovare, come la migliore delle amiche, portando come regalo se stessa, e nulla più. La odio e la amo. Mi fa star male quando c'è, ma quando finalmente mi lascia mi trovo a chiedermi quando tornerà. Forse perchè ormai so che lo farà, perchè busserà alla porta e io le aprirò, e la insulterò, e la amerò.
Ormai viene da me spesso, scivola calma e silenziosa tra i miei capelli, mi accarezza la pelle, entra nel mio cuore, e io vorrei morire, pur di allontanarla da me.
Vorrei allontanarla, lei, quella tristezza che mi riempie il cuore, che quasi mi annega, ma che certe volte mi trovo a invocare, quando sono stanca e lascio la porta socchiusa, tanto per non essere sola.
Ma mi fa male, quando accumula tutto il malessere e il dolore nell'animo, senza far rumore, senza che possa accorgermene finchè è troppo tardi, finchè non me ne trovo invasa, finchè non mi soffoca.
Ed io mi sento stanca, mi sento vuota di me stessa e piena di lacrime, quasi come se non fossi altro che uno scarabocchio a matita e delle gocce salate potessero sciogliermi e disfarmi...
...sono triste...
< venerdì, 19 maggio 2006 >
Vorrei che ogni risata non mi facesse sanguinare il cuore.
Vorrei sorridere senza affogare in lacrime invisibili.
Vorrei non provare più questo straziante dolore che mi lacera l'anima e sentirmi viva in ogni senso.
Ma forse è proprio questo sangue, queste lacrime, questo dolore che mi fanno sentire davvero viva...